L'approccio olistico per la Skin Longevity


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  • 26/06/2025
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della Prof Sonia Laneri Coordinatore della Laurea Magistrale in Scienza e Tecnologia dell’Industria cosmetica, Coordinatore del Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche, Responsabile Lab RD Cosmetics Dipartimento di Farmacia Università di Napoli Federico II

Introduzione

Nel dinamico mondo della bellezza e del benessere, stiamo assistendo a un cambiamento significativo nell’approccio alla cura della pelle. Se in passato l’industria cosmetica era focalizzata principalmente sulla riduzione dei segni visibili dell'invecchiamento, oggi si è spostata verso una visione più olistica e preventiva (1). In questo nuovo contesto, nasce il concetto di “skin longevity”, che non si limita a minimizzare le rughe e migliorare la texture cutanea, ma mira a promuovere una pelle sana e resiliente, capace di affrontare i fattori di stress nel tempo.

L'invecchiamento cutaneo è un fenomeno naturale che comporta la perdita di elasticità, la comparsa di rughe, macchie senili e una ridotta capacità di rigenerazione della pelle. Questo complesso processo è influenzato da fattori intrinseci (come la genetica, l’invecchiamento cronologico e le fluttuazioni ormonali) ed estrinseci (come esposizione ai raggi UV, inquinamento, stress ossidativo). Un elemento cruciale di questo processo è l'accumulo di specie reattive dell'ossigeno, che danneggiano il DNA, attivano infiammazioni croniche e stimolano la produzione di enzimi che degradano collagene ed elastina, accelerando così la perdita di tonicità e l’invecchiamento della pelle (2-4).

Adattogeni e Cosmetici: Una rivoluzione nella longevità della pelle

Nel mondo della cosmetica moderna, la ricerca della longevità cutanea ha trovato una nuova frontiera negli adattogeni, piante e funghi dalle straordinarie proprietà benefiche. Ingredienti come Ginseng, Ashwagandha, Reishi, Shiitake e Cordyceps sono celebri per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e rigeneranti e sono diventati protagonisti di formule cosmetiche pensate non solo per contrastare i segni visibili dell'invecchiamento, ma anche per potenziare le difese naturali della pelle. In quest’ottica, abbiamo condotto uno studio sull'uso di adattogeni naturali in cosmetica. Tra questi, l’estratto di Cordyceps sinensis, standardizzato in cordicepina e adenosina, ha mostrato risultati promettenti, migliorando l’equilibrio energetico delle cellule cutanee e stimolando la sintesi del collagene, riducendo visibilmente le rughe e migliorando l’elasticità della pelle (5). In questo contesto, gli adattogeni stanno rivoluzionando il settore cosmetico, introducendo un nuovo paradigma di bellezza consapevole e duratura, dove la cura della pelle non è solo estetica, ma anche un investimento sulla sua salute e vitalità nel tempo.

Skin Longevity: Un Nuovo Approccio al Make-up

Il concetto di skin longevity sta trasformando anche il mondo del make-up, integrando prodotti che non solo migliorano l'aspetto, ma promuovono anche la salute della pelle a lungo termine. Sempre più brand utilizzano ingredienti funzionali come adattogeni, antiossidanti e peptidi in fondotinta, correttori, blush, con l’obiettivo di migliorare l'elasticità e rafforzare la pelle, rispondendo alle esigenze di una bellezza consapevole che unisce estetica e benessere.

Conclusioni: Un nuovo capitolo nella bellezza e nella cura della pelle

Il concetto di skin longevity sta rivoluzionando la cura della pelle, spostando il focus dalla cura dei segni visibili dell'invecchiamento a una strategia di prevenzione e vitalità a lungo termine. Questo approccio innovativo integra la bellezza con il benessere, promuovendo una pelle sana che resiste meglio agli stress quotidiani, garantendo risultati duraturi nel tempo. In questo nuovo paradigma, la bellezza è legata ai cosmetici non solo per il suo aspetto, ma per una vera e propria cura per la pelle, capaci di mantenerla sana, elastica e protetta in ogni fase della vita.

References

  1. https://doi.org/10.1111/jocd.16484
  2. https://doi.org/10.3389/fgene.2018.00247
  3. https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-981-13-3681-2_10
  4. https://doi.org/10.3389/fphar.2019.00759
  5. https://doi.org/10.3390/ijms25084282 

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