LA GESTIONE EFFICACE DI UN BRIEF PRODOTTO NEL SETTORE COSMETICO


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  • 30/05/2024
  • JOB BLOG

Il settore cosmetico vive un momento di grande fermento, con una crescita costante che lo proietta verso i 15 miliardi di euro. Il 2023 è stato un anno record e le previsioni per il 2024 sono altrettanto positive, con un'ulteriore spinta trainata dall'export. L'Italia si posiziona come uno dei principali poli manifatturieri a livello mondiale, ospitando i più grandi player CMO.

Le aziende conto terze italiane vantano al loro interno team di esperti dedicati allo sviluppo e alla progettazione di nuovi prodotti e tecnologie, mantenendo un'attrattività costante sul mercato. La loro capacità di gestire al meglio le richieste dei brand per lo sviluppo di prodotti, attraverso un processo strutturato denominato "brief", rappresenta un punto di forza distintivo.

Tipologie di brief: diverse esigenze, un unico obiettivo

Il brief è un documento che racchiude le specifiche esigenze del brand per lo sviluppo di un nuovo prodotto. Può essere suddiviso in diverse categorie:

  • Progetto Prodotto: dedicato alla creazione di un prodotto inedito, non presente nel portfolio del cliente.
  • Follower: sviluppo di un prodotto simile a uno già esistente sul mercato, utilizzando un campione di riferimento come benchmark.
  • Innovativo: richiesta di un prodotto "out of the box", caratterizzato da una progettazione totalmente innovativa.
  • Categoria: progettazione di una linea di prodotti affini a una specifica categoria tecnica mancante nel portfolio del brand.
  • Generico: progettazione completa per il lancio in un nuovo segmento di mercato beauty (es. linea hair care per un brand che non ne ha a catalogo).

Il brief: un documento ricco di informazioni

Il brief contiene diverse informazioni essenziali per guidare il processo di sviluppo:

  • Ingredienti richiesti: elenco degli ingredienti necessari per la formulazione del prodotto.
  • Black list: ingredienti da non utilizzare nella formulazione.
  • Posizionamento del prodotto: definizione del target di riferimento e del prezzo desiderato.
  • Status regolatorio: specifiche normative da rispettare (es. INCI list approvato a livello globale).
  • Indicazioni sulla profumazione: descrizione della fragranza desiderata.
  • Numero di pezzi al lancio: quantità di prodotti prevista per il lancio iniziale.
  • Forecast di riordino: stima del numero di pezzi da riordinare annualmente.
  • Data di possibile lancio: data indicativa per il lancio del prodotto sul mercato.

Un flusso strutturato per la gestione del brief

Nelle aziende strutturate, il brief viene gestito secondo un flusso ben definito:

  1. Dipartimento commerciale: riceve il brief dal cliente e lo inoltra ai reparti interessati.
  2. Marketing operativo e regolatorio: analizza il brief sotto il profilo del marketing e degli aspetti regolatori.
  3. Ricerca e sviluppo: elabora la formulazione del prodotto e definisce le specifiche tecniche.
  4. Customer care: gestisce la comunicazione con il cliente durante tutto il processo di sviluppo.

Ottimizzazione del processo: dalla prima alla terza sottomissione

Una volta ottenuta la tempistica di progettazione, il brief viene gestito in termini di comunicazione da customer care e commerciale, a partire dalla prima sottomissione di campioni. Le successive fasi coinvolgono:

  • Ufficio acquisti: selezione dei fornitori e gestione degli ordini.
  • Supply chain: organizzazione della logistica e della produzione.

Il flusso ideale prevede una sola sottomissione di campioni per ottenere l'approvazione del cliente. Tuttavia, l'esperienza dimostra che spesso sono necessarie due o tre sottomissioni per perfezionare il prodotto. Questo comporta la ripetizione delle azioni di comunicazione e coordinamento tra i vari dipartimenti.

Il ruolo strategico del CMO: competenza tecnica e innovazione

La gestione efficace dei brief richiede una comprovata esperienza da parte del team coinvolto. In particolare, è fondamentale che il reparto commerciale abbia una conoscenza tecnica approfondita per garantire una comunicazione precisa e fluida tra brand e CMO. Per anticipare le esigenze dei clienti e diventare un partner strategico riconosciuto, le aziende CMO dovrebbero attivare un piano di innovazione continua. Questo permetterebbe di proporre idee e soluzioni innovative, alimentando la progettazione di prodotti sempre più all'avanguardia e in linea con le ultime tendenze del mercato cosmetico.

Conclusione

La gestione efficace dei brief rappresenta un elemento chiave per il successo delle aziende CMO nel settore cosmetico. Un flusso strutturato, una comunicazione chiara e una comprovata esperienza tecnica sono fattori essenziali per garantire lo sviluppo di prodotti di alta qualità che soddisfino le esigenze dei brand e del mercato. Inoltre, la capacità di anticipare le tendenze e proporre soluzioni innovative permette alle aziende CMO di assumere un ruolo strategico di partner per i propri clienti, contribuendo al loro successo nel panorama competitivo del settore cosmetico.

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