Il settore Beauty & Healthcare rappresenta uno degli ambiti più dinamici e multidisciplinari dell’industria italiana. Con oltre 1.300 imprese cosmetiche e una media stimata di +36.000 lavoratori nella filiera produttiva, questo comparto richiede competenze sempre più articolate e una preparazione accademica solida e trasversale.
Qual è la reale connessione tra formazione accademica e opportunità professionali nell’industria cosmetica? Per approfondire questo tema, Job On Beauty ha realizzato un’analisi sul rapporto tra il livello di istruzione e le categorie di impiego nelle aziende del beauty, basandosi sui dati raccolti all’interno della propria Community di professionisti del settore.
Il punto di osservazione privilegiato della JoB Community
Il metodo: lo studio si è basato sull’analisi dei dati della JoB Community, il network che riunisce operatori dell’intera filiera produttiva cosmetica, prendendo in esame un campione di 6.000 professionisti.
Questo gruppo rappresentativo dei lavoratori del settore ha offerto un punto di osservazione privilegiato sull’industria cosmetica, consentendo di coglierne dinamiche e tendenze.
Per ciascun professionista sono stati approfonditi il percorso formativo e il ruolo ricoperto in azienda, così da delineare un quadro chiaro del legame tra istruzione e occupazione.
Un settore con un alto livello di istruzione
I primi dati emersi parlano chiaro: l’88% dei professionisti del settore ha conseguito almeno una laurea, con un’ampia presenza di titoli di secondo livello e specializzazioni. Questo conferma che il comparto cosmetico possiede una preparazione accademica elevata e specifica, spesso integrata con percorsi post-laurea e master di approfondimento.

L’area scientifica al centro della formazione
Entrando nel dettaglio delle aree di studio, è evidente la forte prevalenza dell’ambito scientifico. Chimica, Farmacia, CTF, Biologia e Biotecnologie rappresentano oltre i tre quarti dei titoli di studio in area STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Interessante anche la crescita costante di percorsi legati alla Matematica, alla Statistica e alla Fisica, che stanno guadagnando terreno grazie alla crescente richiesta di competenze analitiche e data-driven, soprattutto in contesti di ricerca e sviluppo o controllo qualità.

Parallelamente, si osserva una distribuzione equilibrata tra le aree umanistiche e quelle economiche che, insieme, valgono tanto quanto singolarmente l’area scientifica. Le due aree, umanistica ed economica, forniscono l’accesso a ruoli strategici nei dipartimenti marketing, comunicazione, vendite e gestione commerciale, soprattutto nelle aziende brand della filiera.

Lauree scientifiche: il passaporto per l’industria
In un settore dinamico e dal carattere scientifico appare naturale constatare come l’istruzione scientifica dia accesso alla maggior parte delle professioni.
L’analisi del campione, infatti, evidenzia come un’istruzione scientifica apra le porte alla stragrande maggioranza dei ruoli in aziende della filiera offrendo un ampio ventaglio di opportunità professionali.
Più del 60% di chi ha un’istruzione scientifica è impiegato in ambiti tecnici, come ricerca e sviluppo (R&D), controllo qualità (CQ), assicurazione qualità (QA), affari regolatori (RA) e progettazione di prodotto.

Ciò che emerge indiscutibilmente è che nell’industria del beauty anche i dipartimenti sales e marketing, sebbene talvolta vengano percepiti come più orientati alle lauree umanistiche o economiche, includano una forte componente tecnico-scientifica.
Quindi l’istruzione scientifica non solo viene valorizzata in ambiti come il marketing tecnico o il product management, dove la comprensione approfondita del prodotto e dei suoi meccanismi è essenziale, ma, anche in ambito sales, l’istruzione scientifica rappresenta un plus. I venditori con una solida istruzione scientifica sono, infatti, in grado di dialogare e rispondere efficacemente alle esigenze dei clienti.
Negli ultimi anni, infatti, il fabbisogno occupazionale per i distributori di materie prime è caratterizzato da una crescente domanda di figure tecniche commerciali.
Le sfide (e le opportunità) per studenti e aziende
I dati raccolti pongono interessanti spunti di riflessione anche per chi si sta formando o si affaccia ora al mondo del lavoro. Le imprese del settore stanno cercando profili sempre più specializzati ma al tempo stesso versatili, capaci di combinare competenze scientifiche con soft skills, visione strategica e spirito innovativo. La segmentazione dei titoli di studio è molto ampia e consente di costruire percorsi professionali personalizzati, in funzione delle proprie attitudini e interessi.
Per le aziende, comprendere come si distribuiscono le competenze nel settore è cruciale per pianificare attività di recruiting efficaci, collaborazioni con il mondo accademico e programmi di formazione interni coerenti con l’evoluzione del mercato.
Conclusioni
Il rapporto tra istruzione e lavoro nel mondo beauty & healthcare è solido, dinamico e in continua trasformazione. L’alta incidenza di laureati, la centralità delle discipline scientifiche e la crescente interdisciplinarità rendono questo settore un ambito stimolante per chi desidera coniugare competenza tecnica, creatività e passione per l’innovazione.
Per studenti, neolaureati ed esperti professionisti, la chiave del successo sta nel formarsi in modo consapevole, tenere il passo con i cambiamenti del mercato e sapersi raccontare in maniera efficace, anche attraverso strumenti come un CV ben costruito e una solida presenza nei network professionali.
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